Camminando tra le vie di Paros, mi resi conto che, in fondo, avevamo percorso un lungo viaggio. Non tra le isole. Ma dentro noi stessi. Avevamo attraversato i Dieci Mondi. L'Inferno, dove il dolore sembra non avere una via d'uscita. L'Avidità, che ci fa credere di non avere mai abbastanza. L'Animalità, dove è l'istinto a guidare ogni scelta. La Collera, che misura il proprio valore confrontandosi continuamente con gli altri. L'Umanità, il luogo dell'equilibrio e della serenità. L'Estasi, la gioia che nasce quando un desiderio si realizza. Lo Studio, che ci spinge a cercare la verità. L'Illuminazione Parziale, che ci insegna a riconoscerla osservando profondamente la vita. Il Bodhisattva, che scopre la felicità nel contribuire anche a quella degli altri. Infine la Buddità. La felicità assoluta. Quella che nessuna circostanza può davvero portarci via. Mentre ripensavo a tutto questo, compresi che avevamo descritto i Dieci Mondi come se fossero luoghi separati. Ma il buddismo ci rivela qualcosa di ancora più straordinario. Nessun mondo esiste da solo. Ognuno contiene già tutti gli altri. Ed è proprio questo il significato del mutuo possesso dei Dieci Mondi. Forse il segreto non è domandarsi in quale mondo ci troviamo. Ma imparare a riconoscere che, in ogni istante della nostra vita, tutti e dieci stanno già vivendo dentro di noi.