(Strofa 1 – voce intima, pianoforte essenziale) Lascio la porta aperta per sbaglio che poi lo so che non torni più ho una fotografia sul comodino dove sorridi e quasi non sembri tu. Piove su Roma che è quasi dicembre e io che parlo da solo al caffè ti ho disegnata su questo bicchiere ma si è sciolto il tuo viso con me. (Pre-Ritornello – voce che inizia a salire) E la vita è una corsa in salita dove inciampo se penso a te ho la testa confusa e ferita ma stanotte io voglio te. (Ritornello – esplosione melodica, archi leggeri) E ti porterò dove non c’è rumore dove la gente non sa ascoltare dove le case toccano il sole e un uomo smette di fingersi forte. Ti amerò anche quando non vuoi anche nei giorni persi nei guai ti cercherò nell'ombra dei tuoi passi perché di me, tu lo sai, non guarisci mai. (Strofa 2 – tono più narrativo) Scusa se ho scritto ancora un mio sfogo su un tovagliolo in questo bar dicono che sono un tipo noioso perché rincorro sempre quello che non ho. Mamma mi ha detto: "Lasciala andare, prima o poi un senso lo troverà" ma io sono testardo, lo sai, da imparare e aspetto il tuo treno qua, in stazione Trastevere. (Pre-Ritornello) E la vita è una giostra finita gira a vuoto se non ci sei ho la voce un po’ impaurita ma stanotte io voglio te. (Ritornello – più potente, entra la batteria) E ti porterò dove non c’è rumore dove la gente non sa ascoltare dove le case toccano il sole e un uomo smette di fingersi forte. Ti amerò anche quando non vuoi anche nei giorni persi nei guai ti cercherò nell'ombra dei tuoi passi perché di me, tu lo sai, non guarisci mai. (Bridge – pianoforte e voce sussurrata, momento di rottura) E tu lo sai che ho paura del buio ma da quando non ci sei ci ho fatto l’abitudine ho messo le ali per volare via ma l’atterraggio senza te è stato inutile. (Ritornello Finale – voce piena, urlata ma controllata, con cori) E ti porterò dove non c’è rumore dove le case toccano il sole ti amerò anche quando non vuoi anche nei giorni persi nei guai... Ti cercherò nell'ombra dei tuoi passi perché di me... di me... non guarisci mai. (Outro – solo pianoforte, voce che torna intima, quasi parlata) Non guarisci mai. Piove su Roma. Lascio la porta aperta ...per te. (Strumentale)