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Donzelletta by Shikanu'

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V5

Donzelletta by Shikanu' La donzelletta vien dalla Romagna con bottiglion di alcole, col suo cannone d'erba; e reca in mano un pacchetin di cose che non vuole, onde, siccome suole fumare ella si appresta dimani, al dì di festa can' paglierine. Siede con le vicine su la scala a sparlar la vecchierella, incontro là dove si perde il giorno; e criticando vien di zio Vincenzo, quando ai dì di festa egli fumava, mentre lei che era la crema solea sniffar la sera intra di quei ch'ebbe compagni nell'età più scema. Già tutta l'aria imbruna, torna a passare il treno, e tornan l'hombre giù da' colli e da' tetti a biancheggiar le viziatelle nari. Or la squilla dà segno dello scarto che viene; ed a quel suon diresti che panza si contorca. I fanciulli gridando sulla latrina rotta, qua e là flatando fanno strano romore; e intanto magna alla sua parca mensa, ruttando, il zappatore, e Checco pensa al dì del suo riposo. Poi quando intorno è spenta ogni altra face, e la tù moglie tace, odi il martel picchiare, odi la sega del legnaiuol che mena nella chiusa bottega alla lucerna, e s'affretta, e si infratta nel sogno suo con miss/mister Alba. Questo di sette è il più gradito giorno, pien di canne e di coca: diman starnazza l'oca di Bobore, ed al bavaglio usato ciascun in suo pensier fà muso storto. Garzoncello vizioso, cotesta età fiorita è come pera di monnezza piena, Giorgio,Chiara, Moreno stan pensando alla fine di tua vita. Godi, fanciullo mio; stato soave, stagion lieta calpesta! Altro dirti non vò; ma la tua testa ch'anco tardi a venir al party rave.