
Calice alle persone forti
Il chiaro di luna penetra sotto la pelle, la più delicata, come un tessuto sottile. Sento il mio respiro sulla pelle come un pericolo, una cerva in corsa, il fruscio delle foglie e le raffiche di vento profumate che emanano dall'erba. Sono in piedi sul bordo di una scogliera e guardo attraverso la nebbia seducente, l'ignoto, un dolore acuto echeggia nel mio cuore, un inganno. Tra te ora e ieri, la linea appena visibile è già stata cancellata. Ho dimenticato come piangere lacrime, che, ahimè, è cento volte più difficile, forse sto diventando più intelligente con gli anni, ma penso di essere cento volte più stupida. Vorrei allungare una mano bianca verso i tasti bianchi, sentirne la levigatezza, immergermi nel suono con la testa e dissipare il freddo e l'oscurità. Bagliore di luce e musica, suoni in essi, armonia di male e bene, lo farò, mani di donna, anche se la mia anima è già stanca. Non voglio affatto che tutto sia tranquillo e liscio, non c'è scampo dai problemi quotidiani. Non ti conosco. Ti osservo furtivamente, imparando a conoscerti lentamente attraverso accese discussioni. Sei complesso e semplice, calmo e a volte focoso, e nel tuo cuore si celano gentilezza e insulti. Mi compatisci, ma a volte mi offendi invano. Non mi ami, ma non vuoi darmi a nessun altro. I duelli prolungati sono diventati un'abitudine per noi. Non riesco a cedere, proprio come tu non riesci a tirarti indietro di fronte a me. Ma credimi, ci saremmo stancati l'uno dell'altro molto tempo fa. Quindi alziamo un Callice alle persone forti e appassionate.

