
[Intro – spoken softly] A Verduno la nebbia non nasconde le colline… nasconde le illusioni. ⸻ [Verse 1] C’è un uomo fuori dall’osteria col vino rosso e la faccia mia, guarda il mondo passare piano come un trattore sopra il grano. Dice che il tempo è un ladro elegante, entra piano, non dice niente, e da ragazzi volevamo il cielo adesso basta arrivare a gennaio intero. Le televisioni gridano forte, la gente vende sogni alla morte, e tutti sembrano avere una strada tranne chi torna a casa e basta. ⸻ [Chorus] E questo è il punto cinico, fratello mio, quando smetti di discutere con Dio, quando capisci che il mondo non cambia ma puoi ancora accendere il fuoco in cucina. Tra la nebbia e il vino di Verduno c’è chi si perde e chi resta qualcuno, chi ride ancora senza sapere perché e resta vivo anche così com’è. ⸻ [Verse 2] Mio figlio dorme col telefono acceso, crescerà in un futuro già dato in prestito, tra influencer coi sorrisi perfetti e uomini vuoti coi discorsi corretti. Le ragazze sembrano dipinte a mano, gli uomini parlano come un piano motivazionale sopra un precipizio con sotto il rumore dell’abisso. E io che faccio doom scrolling la sera sperando quasi in una fine vera, un meteorite gentile e distante che spenga il rumore per qualche istante. ⸻ [Bridge] Poi arriva il mattino sulle Langhe, la moka canta nelle case stanche, e forse il senso non è cambiare il mondo… ma avere qualcuno accanto quando crolla tutto. ⸻ [Final Chorus] E questo è il punto cinico davvero, non diventare freddo per intero, ma fare pace col fatto che il mondo non ti deve niente fino in fondo. Allora brindiamo piano a Verduno agli ultimi rimasti, a chi resta qualcuno, a chi nonostante tutto e tutti continua ancora a sentirsi vivo. ⸻ [Outro – whispered] La verità non arriva come un fulmine… arriva lenta… come la nebbia nelle Langhe.

