
[spoken word — no singing — natural Italian speech] [quiet, intimate, conversational] Non sono un poeta. Non ho la sciarpa giusta, né il lessico da premio Strega. Non mi alzo ogni mattina per cercare l’endecasillabo perfetto. [pause] Io mi alzo per non cadere. E se cado, scrivo. Scrivo quando mi ignorano, quando non mi capiscono, quando mi rispondono col “like” ma non con lo sguardo. [slightly more intense] Scrivo perché a volte sento troppo, e a volte non sento più un cazzo. [pause] Non sono un poeta. Sono uno che è stato lasciato da chi diceva “sei speciale”, e poi ha detto le stesse parole al prossimo, col copia-incolla del cuore. Sono uno che non ha ex mogli, ma ha una collezione di “ti voglio bene” scaduti. [lower voice] Non scrivo per guarire. Scrivo per non peggiorare. A volte ironico, a volte rotto. A volte mi faccio schifo… [pause] e a volte mi applaudo da solo, perché nessuno lo fa. [quiet] Non sono un poeta. Ma scrivo lo stesso. [long pause] Perché certe verità non bussano. [firm] Sfondano. [pause] Oppure restano dentro per insegnarti quanto può far male il silenzio.

