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Sputiamo luce

Uno, due, tre, quattro! Siamo figli del rumore e delle scale rotte, dei mattini senza gloria e delle notti storte, con le tasche piene d’aria, i sogni fatti a morsi, e le scarpe consumate sopra strade senza nomi. Abbiamo il fiato corto e il cuore che non dorme, la faccia contro il vento, le idee come lame, ci han detto: “State fermi, fate i bravi, non gridate”, ma noi siamo nati incendi dentro gabbie decorate. E anche se il cielo ci cade sulla schiena, noi gli ridiamo in faccia fino a farlo tremare— Oh-oh-oh, questa è la vita che ci prende a schiaffi, ma noi balliamo sopra i vetri rotti. Oh-oh-oh, con le ginocchia piene di battaglie, sputiamo luce in mezzo ai giorni storti. E canta forte, forte, forte finché manca il fiato, che vivere è un casino, ma è il più bel reato. Oh-oh-oh, se il mondo cade noi restiamo accesi, con il cuore fuori e i denti stretti. La vita non è santa, non promette mai salvezza, ti accarezza con un pugno, poi ti bacia nella tempesta, ti insegna a bere pioggia quando il sole si nasconde, a fare casa dentro il petto mentre il resto si confonde. Noi siamo quelli vivi, quelli fatti male e bene, quelli che perdono tutto ma si rialzano insieme, con le cicatrici addosso come scritte sui muri, piccoli immortali in quartieri troppo duri. E anche se il buio ci mastica le ossa, noi ci sputiamo addosso stelle per brillare— Oh-oh-oh, questa è la vita che ci prende a schiaffi, ma noi balliamo sopra i vetri rotti. Oh-oh-oh, con le ginocchia piene di battaglie, sputiamo luce in mezzo ai giorni storti. E canta forte, forte, forte finché manca il fiato, che vivere è un casino, ma è il più bel reato. Oh-oh-oh, se il mondo cade noi restiamo accesi, con il cuore fuori e i denti stretti. Non chiedermi perdono, non chiedermi misura, io voglio una canzone che sappia di paura, di rabbia e di benzina, di lividi e futuro, di mani verso il cielo e un bacio contro il muro. Hey! La vita morde! Hey! La vita brucia! Hey! La vita chiama! E noi— rispondiamo urlando! Oh-oh-oh, questa è la vita che ci spacca i sogni, ma noi ci facciamo cori da stadio. Oh-oh-oh, con gli occhi accesi e i nervi scoperti, trasformiamo il dolore in radio. E canta forte, forte, forte come fosse l’ultimo secondo, che vivere davvero è prendere fuoco col mondo. Oh-oh-oh, se tutto trema noi restiamo in piedi, sporchi di futuro e ancora svegli. Uno, due, tre, quattro— siamo vivi. E questo basta per far tremare il mondo.