
[Verse 1] Squilla il telefono, è Sofia da Madrid, «papà, qui è finito quasi tutto, ma per te resisto», una vetrina in centro, un sacchetto bianco, e io a Roma che conto le ore sul calendario stanco. Tre di bianco e due di cioccolato, le ho scritto, e scegli tu tutto quello che porti, un po' di tutto, lei ride, «c'è solo questo, il resto l'hanno preso», e mi manda la foto, e il cuore è già sospeso. [Chorus] Sofia torna da Madrid con un croissant in mano, cioccolato bianco e marshmallow, e arriva piano piano, non è il dolce, è il pensiero che attraversa il mare, la mia bambina grande che si ricorda di me. [Verse 2] Un croissant schiacciato come un sorriso storto, dentro c'è lo chef matto e un pezzo del suo porto, lei lo tiene stretto sull'aereo come un tesoro, e io la aspetto agli arrivi, e non è per il dolce, è per loro: per quelle risate in cameretta, per i compleanni, per la bambina che ballava e adesso è grande, per ogni volta che parte e poi ritorna a casa, con la valigia piena e la faccia di chi abbraccia. [Bridge] E se il cioccolato bianco si scioglie un po' per strada, va bene lo stesso, è la dolcezza che non si sbaglia. [Final Chorus] Sofia torna da Madrid con un croissant in mano, cioccolato bianco e marshmallow, e arriva piano piano, non è il dolce, è il pensiero che attraversa il mare, la mia bambina grande che si ricorda di me. [Outro] Tre di bianco e due di cioccolato, e il più buono è che sei tornata.

