
[italian singer] [Verse 1] C’è un gatto sul davanzale del tempo, respira il tramonto come fosse un segreto. I suoi occhi — due buchi nel cielo — mi guardano e so già di aver perso qualcosa. Nel silenzio che sa di domenica stanca, mi arrampico nei pensieri come un ladro, e trovo un giorno, solo uno, che graffia la pelle del tempo con le unghie dell’eterno. [Chorus] Nei giorni che miagolano piano, quando un istante diventa destino, mi sento vivere, morire, e poi di nuovo dimenticare. C’è un gatto che sa tutto di me e non mi ha mai detto niente. Solo resta, e respira, come quel giorno che valeva una vita. [Verse 2] Cammina sui fili del niente, quel gatto, come un pensiero che sfugge, come l’idea che forse l’amore è solo ricordarsi a memoria un profumo. Un giorno mi ha guardato — non lui, il tempo — e tutto è collassato in una carezza. Era un giorno senza nome, ma sapeva di pelle, di pioggia e di "resta". [Chorus] Nei giorni che miagolano piano, quando un istante diventa destino, mi sento vivere, morire, e poi di nuovo dimenticare. C’è un gatto che sa tutto di me e non mi ha mai detto niente. Solo resta, e respira, come quel giorno che valeva una vita. [Bridge] E se chiudo gli occhi lo sento, quel giorno — mi dorme addosso. Fa le fusa nel petto, come se il tempo potesse amare. [Final Chorus] Nei giorni che miagolano piano, quando un battito è tutto l’infinito, rimango qui, scomposto, tra le fessure di un attimo. Con un gatto accanto e una vita intera che si è persa in un giorno. E non importa il perché.

