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Ultima Luce

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V4.5

Vento violento che rimbalza tra muri, foglie nere che cadono al contrario, ombre pesanti che sfondano la mente, e io perso dentro un cielo liquido. Sento l'eco di voci lontane, onde statiche che bruciano i giorni, il mondo svanisce dentro neon sintetici, mentre l'attesa mi graffia le ossa. Ho stretto il vuoto con mani gelate, abbracciato sogni che scioglievano il tempo, un battito svanisce, poi torna, poi muore, e resta una caduta che non fa rumore. Dove sei? Dove sei? tra le strade di carta e vento, tra le crepe che inghiottono il cielo, sei solo un nome che svanisce piano. Ho visto il sole spegnersi lento, riflesso in pozze di vetro distrutto, ho visto i giorni cadere scomposti come petali in notti senza luna. Eppure qualcosa si ostina a brillare, un battito, un’illusione disperata, forse solo un miraggio d’argento, forse l’eco di chi ero prima. Ora scivolo tra i lampi spenti, seguo il battito di un orologio rotto, respiro il suono di parole mute che si sgretolano dentro la pioggia. Dove sei? Dove sei? tra le strade di carta e vento, tra le crepe che inghiottono il cielo, sei solo un nome che svanisce piano. Strade lunghe senza curve, versi sparsi senza volto, affondo piano nella notte, tra le braccia del silenzio. E ancora batte qualcosa lontano, come un sogno che non si lascia morire, una fiamma che trema sul bordo del nulla, l’ultima nota prima dell’oblio, amore mio.