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Sotto il viola

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V5.5

​[Intro] Una luce viola taglia la stanza Il mondo dorme, la mente avanza Un fischio umano, poi il disco graffia La notte ascolta chi non si arrende mai ​[Verse 1] Parlate pure dai vostri pulpiti dorati, con etichette, fonici e team schierati. Dite "è tutto facile, basta un bottone", ma vi trema la voce sotto la promozione. Avete paura del domani che arriva, che la vostra poltrona non resti più viva, che crolli il monopolio e il vostro teatro e una vita normale vi chieda il conto arretrato. ​[Verse 2] Siamo soli allo schermo dopo dieci ore di lavoro, cerchiamo il battito, mettiamo l'anima in ogni base. Voi contate i budget, noi contiamo i respiri, voi vendete formule, noi inseguiamo desideri. La macchina non vive, non sogna, non decide: la tecnologia è la corda, ma siamo noi a darle gli occhi. ​[Chorus] Questa è musica vera, nata dalla fatica, non si compra con un conto né con una firma antica. Un bottone è solo un attrezzo, la mano sceglie la via: l'intelligenza è uno strumento, ma la storia è ancora mia. Siamo soli sotto il viola mentre il mondo se ne va, voi tremate per i guadagni, noi per la verità. ​[Bridge] Non è la macchina a rischiare tutto, non è la macchina a restare sveglia nel buio. Se il mondo cambia linguaggio, cambiamo pelle anche noi, ma la storia resta umana, raccontata da noi. ​[Chorus] Questa è musica vera, nata dalla fatica, non si compra con un conto né con una firma antica. Un bottone è solo un attrezzo, la mano sceglie la via: l'intelligenza è uno strumento, ma la storia è ancora mia. ​[Outro] Il mondo dorme, ma noi restiamo qua. Una chitarra, uno schermo, la nostra verità. La macchina non sogna, segue solo la scia... Finché la mano è la mia, questa musica è viva.