
(Strofa 1) C’è un’armeria dentro la bocca chiusa a chiave dietro i denti. A volte è un ago che ti tocca, a volte un urto tra i correnti. Ci sono parole che sono diamanti, brillano piano, ti scaldano il viso, ma se le giri hanno angoli quanti... possono ucciderti in un sorriso. (Pre-Chorus) Scegli con cura il tuo arsenale, perché il silenzio non fa mai male. Ma se apri il varco, se lasci andare, non sai che solco vai a tracciare. (Ritornello) Perché le parole sono coltelli lucidi, opachi, brutti o belli. Ci sono quelle affilate di ghiaccio che tagliano il nodo di un abbraccio. Ci sono parole come lame di seta che ti accarezzano e cambiano meta. Puoi ferire o puoi curare, dipende dal verso che gli vuoi dare. (Strofa 2) Ci sono parole che sono sonanti, fanno rumore come l’acciaio. Sbattute in faccia tra tutti i presenti come la grandine sopra il ghiaccio. E poi ci sono quelle taglienti, sottili fili di un rasoio d’oro, che non le senti, non vedi i denti, ma intanto scavano il loro lavoro. (Ponte) Una parola detta per caso può diventare un proiettile in volo. Una parola tenuta nel vaso può farti sentire meno da solo. L’alfabeto è un campo di mine, ogni vocale ha le sue spine. (Ritornello) Perché le parole sono coltelli lucidi, opachi, brutti o belli. Ci sono quelle affilate di ghiaccio che tagliano il nodo di un abbraccio. Ci sono parole come lame di seta che ti accarezzano e cambiano meta. Puoi ferire o puoi curare, dipende dal verso che gli vuoi dare. (Outro) Taglienti... Distanti... Parole che restano come cicatrici. Sussurrale piano, se vuoi che siano felici.

