(Strofa 1) Tra le mura antiche, un respiro di storia, Viterbo si svela, un'eterna memoria. Dai monti Cimini il suo sguardo si estende, Tra vicoli stretti, il passato si accende. Piazza del Plebiscito, cuor che batte forte, Palazzo dei Priori, spalanca le sue porte. Con la pietra serena e le fontane a fiorire, Una magia antica, da non far svanire. (Ritornello) Viterbo, città dei Papi, con i tuoi sampietrini, Racconti di conclavi e nobili destini. Un baluardo eterno di arte e di sapienza, Nella tua bellezza, trovo la mia essenza. Conclave, Conclave, un grido nella storia, Un trono di Pietro, in questa tua gloria. (Strofa 2) San Pellegrino, un quartiere che incanta, Con profferli e torri, la sua storia ti canta. Le macchine di Santa Rosa, un portento di fede, Tra ali di folla, il cielo si fende. Terme bollenti, un abbraccio di pace, Un dono di natura che mai non si tace. Dalla Rocca Albornoz, un panorama infinito, Un orizzonte antico, mai sopito. (Ritornello) Viterbo, città dei Papi, con i tuoi sampietrini, Racconti di conclavi e nobili destini. Un baluardo eterno di arte e di sapienza, Nella tua bellezza, trovo la mia essenza. Conclave, Conclave, un grido nella storia, Un trono di Pietro, in questa tua gloria. (Bridge) Dalle lotte medievali alle arti fiorite, Le tue genti forti, le tue vite intessute. Il profumo del Lazio, il sapore genuino, Un'anima fiera, un carattere divino. Tra fede e leggenda, tra pietra e mistero, Il tuo cuore pulsante, un gioiello vero. (Ritornello) Viterbo, città dei Papi, con i tuoi sampietrini, Racconti di conclavi e nobili destini. Un baluardo eterno di arte e di sapienza, Nella tua bellezza, trovo la mia essenza. Conclave, Conclave, un grido nella storia, Un trono di Pietro, in questa tua gloria. (Outro) Viterbo, Viterbo, città che mi rapisce, Nel tuo antico incanto, l'anima fiorisce. Un canto di storia, che mai finirà. La tua eterna bellezza, per l'eternità.