
1 Prologo — C'era una volta nel duemilasessantacinque
[INTRO — Delicate music box, celesta, mysterious strings, distant ethereal female wordless vocals] [Female Soloist — Wordless, ethereal] Uuuuuuuuu... Aaaaaaaa... Uuuuuuuuu... [MALE NARRATOR — SPOKEN, warm, eccentric, conversational, natural continuous speech] C'era una volta... nel duemilaottantacinque. Oh, aspettate! Di solito le favole cominciano tanto, tanto tempo fa. Ma questa... questa deve ancora accadere. O forse è già accaduta? Beh, poco importa! Vedete, nel duemilaottantacinque il mondo era diventato un posto davvero straordinario! Tutto brillava, tutto parlava, tutto era connesso! Persino le cose che avrebbero fatto meglio a tacere. Ah, che meraviglia! Eppure... qualcosa non tornava. [ORCHESTRAL TRANSITION — Playful pizzicato strings, woodwinds, magical waltz begins] [VERSE 1 — Male melodic voice, playful and mysterious] Città di vetro, luci e colori, mille finestre, mille bagliori. Figure danzanti sospese nel blu, sogni impossibili che scendono giù. Un mondo perfetto, che bella invenzione! Ogni risposta, ogni soluzione. Ma fra le luci di questa città, chi si domanda dov'è la verità? [PRE-CHORUS — Female voice and soft choir] E gira, gira, il mondo va, fra mille voci chi ascolterà? Se tutto è scritto, se tutto è già qui, chi sceglierà di dire di sì? [CHORUS — Full theatrical choir, whimsical orchestral crescendo] Udite, udite! Benvenuti nel viaggio! Aprite gli occhi, oltre ogni miraggio! Immaginate, lasciatevi andare! Un mondo intero si può reinventare! Udite, udite! Che grande spettacolo! Fra sogni e realtà può nascere un miracolo! [ORCHESTRAL BREAK — Music box and pizzicato strings, playful but unsettling] [MALE NARRATOR — SPOKEN, amused, then thoughtful, natural theatrical pacing] Ah, già! Dimenticavo una cosa. Il libero arbitrio. Che parola complicata, vero? In fondo significa poter scegliere. Semplice!.... O almeno... dovrebbe esserlo..?! Perché vedete, scegliere è facile quando siamo gli unici a pagarne il prezzo. Ma quando una nostra scelta cambia la vita di qualcun altro? eh beh... allora le cose si complicano. E no, questo non significa vivere in gabbia! Significa ricordarsi che, oltre a noi, esiste qualcun altro. Curioso, vero?..... [VERSE 2 — Male voice, intimate, gradually building strings] C'è chi si perde per non ascoltare, chi chiude gli occhi per non guardare. Chi crede giusto soltanto per sé ciò che per altri giusto non è. E corre il tempo, la gente va, ognuno cerca la sua libertà. Ma una domanda rimane quaggiù: se scegli soltanto per te, chi sei tu? [PRE-CHORUS — Female soloist, ethereal] E gira, gira, il mondo va, fra mille voci chi ascolterà? Un passo soltanto può cambiare la vita di chi ci sta ad aspettare. [FINAL CHORUS — Grand orchestral waltz, full choir, soaring female soprano] Udite, udite! Benvenuti nel mondo! Dove ogni scelta lascia un segno profondo! Aprite gli occhi, guardate lontano! Il nostro domani è nelle nostre mani! Udite, udite! Che grande spettacolo! Fra sogni e realtà può nascere un miracolo! [CHOIR — Softer, gradually fading] Immaginate... Immaginate... Un mondo da inventare... [OUTRO — Music box returns, soft strings, distant wind, orchestra gradually fades] [MALE NARRATOR — SPOKEN, gently ironic, intimate, natural continuous speech] Oh, ma.... ma... che sbadato che sono! Sono qui a parlarvi di scelte, responsabilità, libertà e non vi ho ancora raccontato una sola storia! Beh.....rimediamo subito. Sapete?.... non tutte le storie cominciano in un castello, in una grande città o in qualche angolo sperduto dell'universo. Alcune nascono in posti decisamente più tranquilli: Fra colline, campagne e qualche vecchio albero che..... fortunatamente, nessuno ha ancora pensato di sostituire con un ologramma! [SOFT ORCHESTRAL TRANSITION — Gentle flute, music box, warm strings] [MALE NARRATOR — SPOKEN, warm, slightly mysterious] E proprio lì, fra le campagne d'Abruzzo, sorgeva un luogo piuttosto particolare. Sensientia.... Un nome elegante, non trovate? Beh, non lasciatevi impressionare. Anche i luoghi più straordinari custodiscono storie moltooo "umane" devo dire. [SCENIC TRANSITION — Music softens, futuristic Abruzzo countryside revealed] [MALE NARRATOR — SPOKEN, quieter, conspiratorial] Guardate lassù... due persone, un caffè, una sigaretta e un panorama niente male. Sembrerebbe una serata come tante, vero? Beh... forse è meglio lasciare che siano loro a raccontarvela, sicuramente saprebbero farlo molto meglio di me... ah eee un altra cosa, benvenuti in... protocollo sentimenti....hahahahaha [FINAL MUSIC — Delicate celesta, soft strings, a single suspended note] [STAGE DIRECTION — Curtain rises. The rooftop of Sensientia is revealed. Zeno and Rosalba sit together on the low wall beneath the railing, their legs dangling over the edge. Rosalba holds her coffee and smokes a cigarette. The narrator falls silent.]

