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Giulia - Viale Romania, ore 16:30

V6

[Verse 1] C'è una luce d'ottobre che sa di cose finite, marmo chiaro nell'atrio e tu che passi veloce, giacca nera, il tubo blu stretto tra le dita, un tocco sulla testa e un sorriso senza voce. Ti ho vista uguale a quando avevi sei anni e correvi in corridoio per non farti aspettare: cambiano le scarpe, i capelli, gli affanni, ma il passo è quello di chi vuole arrivare. [Pre-Chorus] Io che disegno case e le misuro a centimetri oggi non ho righello, non ho conti né metri. [Chorus] E chiamano il tuo nome, Giulia, e il mondo per un attimo sta fermo, la trottola che gira sopra il tavolo stavolta cade: è tutto vero. Vai, che la strada adesso è tua, io resto un passo indietro e ti guardo, non c'è progetto che abbia mai firmato più bello di questo traguardo. [Verse 2] Alle pareti Roma incisa in bianco e nero, le stole verdi, i fogli, l'acqua nei bicchieri, stringi la mano e ridi a mezzo sguardo come chi sa già che domani ha altri pensieri. Ventidue anni e una valigia di domande, una porta che si chiude e un'altra che si apre: ho imparato da te che si diventa grandi quando smetti di chiedere e cominci a fare. [Bridge] Hai scritto di chi rompe i cartelli e non si allinea, dell'impresa ribelle che cambia tutto il mercato: non l'hai studiata soltanto, ce l'hai nella schiena, sei tu la maverick, e il gioco l'hai già cambiato. E se un giorno ti sembrerà tutto in salita, ricordati di oggi, di questa luce di sera, del marmo, del tuo passo, della tua corsa, di un padre che ti guarda e non ci crede ancora. [Final Chorus] E chiamano il tuo nome, Giulia, e il mondo per un attimo sta fermo, la trottola che gira sopra il tavolo stavolta cade: è tutto vero. Vai, che la strada adesso è tua, io resto un passo indietro e ti guardo, non c'è progetto che abbia mai firmato più bello di questo traguardo. [Outro] Vai, Giulia, vai.