
E alza le vele, alza i remi, Sul mar che trema, sul mar che fremi! Per Roma e il suo destino, Cantiamo il giorno divino! Sul mar d’Azio, all’alba chiara, La flotta salpa, la guerra è amara. Ottaviano chiama a raccolta, La sua liburna è pronta e volta. Agrippa guida l’attacco audace, Contro le mura che il vento tace. Antonio e Cleopatra, in fondo, Con navi pesanti, al mondo il fondo. E alza le vele, alza i remi, Sul mar che trema, sul mar che fremi! Per Roma e il suo destino, Cantiamo il giorno divino! Le quinquiremi schierate a luna, Ma le liburne sono già una Morte che danza, agile e scaltra, La flotta nemica si spezza e si scaltra. Il fuoco vola, le navi ardono, I guerrieri di Roma non perdonano. Antonio fugge, la sua regina, Lascia la flotta alla sua rovina. E alza le vele, alza i remi, Sul mar che trema, sul mar che fremi! Per Roma e il suo destino, Cantiamo il giorno divino! Da Azio il vento porta vittoria, Ottaviano scrive la storia. L’impero è suo, il mare è nostro, Questo canto sia il nostro inno e il nostro mostro. E alza le vele, alza i remi, Sul mar che trema, sul mar che fremi! Per Roma e il suo destino, Cantiamo il giorno divino! Oh-oh, oh-oh, per sempre marino!

