
[Intro] (Un giro di basso profondo e caldo inizia il brano, accompagnato da una chitarra acustica in stile blues. Un fischio solitario e malinconico introduce il tema principale, evocando un meriggio assolato) [Verse 1: Voce profonda e colloquiale, quasi parlata] Ascoltami, i poeti laureati si muovono soltanto fra le piante dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti. Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi fossi dove in pozzanghere mezzo seccate agguantano i ragazzi qualche sparuta anguilla: le viuzze che seguono i ciglioni, discendono tra i ciuffi delle canne e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni. [Verse 2: Il ritmo si fa più Soul, entra l'organo Hammond] Meglio se le gazzarre degli uccelli si spengono inghiottite dall’azzurro: più chiaro si ascolta il susurro dei rami amici nell’aria che quasi non si muove, e i sensi di quest’odore che non sa staccarsi da terra e piove in petto una dolcezza inquieta. [Chorus: Apertura Blues calda e avvolgente] Qui delle divertite passioni per miracolo tace la guerra, qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza ed è l’odore dei limoni. (Fischio melodico che riprende il tema del ritornello) [Verse 3: Atmosfera sospesa, rallentando] Vedi, in questi silenzi in cui le cose s’abbandonano e sembrano vicine a tradire il loro ultimo segreto, talora ci si aspetta di scoprire uno sbaglio di Natura, il punto morto del mondo, l’anello che non tiene, il filo da disbrogliare che finalmente ci metta nel mezzo di una verità. [Bridge: Crescendo drammatico, voce più graffiante] Lo sguardo fruga d’intorno, la mente indaga accorda disunisce nel profumo che dilaga quando il giorno piú languisce. Sono i silenzi in cui si vede in ogni ombra umana che si allontana qualche disturbata Divinità. [Verse 4: Cambio di tono, più cupo e urbano] Ma l’illusione manca e ci riporta il tempo nelle città rumorose dove l’azzurro si mostra soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase. La pioggia stanca la terra, di poi; s’affolta il tedio dell’inverno sulle case, la luce si fa avara – amara l’anima. [Outro: Esplosione di luce, finale trionfale ma dolce] (Le trombe e l'organo salgono di intensità) Quando un giorno da un malchiuso portone tra gli alberi di una corte ci si mostrano i gialli dei limoni; e il gelo dei cuore si sfa, e in petto ci scrosciano le loro canzoni le trombe d’oro della solarità. (Il fischio finale riprende il tema iniziale mentre la musica sfuma dolcemente) [End]

