
[INTRO / VERSE 1] Rifletto su questa mia - nuo-va - stra-na - Den-sa parti-co-larità. Nella men-te rile-vo un'anomala, im-men-sa atti-vità. (maturità - nuova realtà) Ormai che i pugni morali non fanno più male, Appena cerchi di togliermi anche l'aria. Assumo un nuovo stato della materia, Mùto in base alle esigenze Poi torno liquido, Se non sarai violento. [CHORUS] () Eppure... temo le parole delicate e gentili, quelle dette con dolcezza e sorrisi sottili. Se colpisci duro - divento come una roccia - Guardami in faccia, non mi puoi sfondare. Verrai inghiottito dalle mie sabbie- Come da un fluìdo - NON niutoniàno, ti sarà quasi impossibile risalire! [VERSE 2] () Vincerai, sì, se la forza in modo accurato saprai dosare. Solo quando le energie ti staranno per abbandonare, finalmente potrai sprofondare... E la corazza si forma. Quindi farò resistenza, in proporzione alla tua rabbia. In una macabra danza, cerchi di sfuggire dalla mia presa, ma con la rabbia sprofondi ancora di più in questa sabbia. [CHORUS] Perché temo le parole delicate e sottili, quelle dette con dolcezza e sorrisi gentili, Se colpisci duro - divento una roccia - Bella ma fragile, come un opale. Guardami in faccia, non mi puoi sfondare. [Pre-OUTRO] () Parlo tramite quella parte di me, Che nemmeno sapeva come e perché... Scrivere per gioco due pensieri, avrebbe liberato questa serie di emozioni. [outro] [CHORUS] Però io temo le parole delicate e sottili, quelle dette con dolcezza e sorrisi gentili, Se colpisci duro - divento una roccia - Guardami in faccia, non mi puoi sfondare

