
A Bologna una stazione, una bomba, una nazione, il sangue sopra i binari, gli anni passano, ma sono amari. Milano scende in strada, tra gli spari e la paura, nelle piazze si combatte, e la città non è più sicura. Aldo Moro sequestrato, cinquantacinque giorni d'attesa, poi ritrovato senza vita, un'Italia ancora offesa. E la P2, nell'ombra, con la verità che affonda, nomi chiusi dentro un foglio, mentre il Paese perde orgoglio. Ma non è normale! Non è normale vivere così! Avere paura ogni giorno, e fingere di essere felici! Non è normale stare zitti, e far finta che passerà, ci siamo abituati al male, ma il male, mai!... non sarà normalità! Peppino parlava forte, contro mafia e mala sorte, rideva in faccia al potere, senza mai farsi piegare. Falcone e Borsellino, contro un buio assassino, hanno scelto la verità, pagandola con la libertà. E noi con la televisione accesa, a guardare il mondo andare giù, abbiamo chiamato “fatalità” quello che non volevamo vedere più. Ma non è normale! Non è normale vivere così! Avere paura ogni giorno, e fingere di essere felici! Non è normale stare zitti, e far finta che passerà, ci siamo abituati al male, ma il male, mai!... non sarà normalità! La politica dovrebbe ascoltare chi non ha voce per parlare, non diventare un supermercato dove tutto si può comprare. Dal divano a giudicare, “tanto niente può cambiare”, ma poi quando c'è la nazionale, tutti in piedi a cantare!, Moro. Impastato. Falcone. Borsellino. Questi nomi, Bisogna sempre ricordare! NON È NORMALE! Non è normalità! Vivere nella paura e chiamarla libertà! Non è normale. Non lo è mai stato. E mai lo sarà!

