
Ero bambina, coi sogni tra le dita, un mondo fatto d'erba e di matita, gli occhi spalancati sull'infinito blu, e un cuore che correva sempre un po' di più. Ero la voce che ride nel vento, un fiore selvaggio senza lamento, con ginocchia sbucciate e mani sporche di cielo, a costruire castelli con niente, con zelo. Ora cammino con passi più lenti, porto domande tra i miei denti, ma dentro ho ancora quella bambina, che danza tra ombre e mattina. Sono parole che imparano a pesare, abbracci che iniziano a sapere amare, sono tempesta e luce insieme, una storia cucita tra lacrime e gemme. E sarò donna, forse vecchia o forse fuoco, con il silenzio cucito a poco a poco. Ma avrò negli occhi ancora quel gioco, la fame di cielo, il sogno che tocco. Sarò chi sa restare e anche volare, che cade mille volte per poi ricominciare. Bambina, me — non te ne sei mai andata, sei la mia origine, la mia strada mai cancellata.

