
C'era una stanza senza finestre, dove l'amore era solo decoro. Un abito stretto, un sorriso cucito, una voce che diceva: "Smetti di sentire." Camminavo in bilico tra bicchieri svuotati, tra carezze a istanti e promesse sorde, Ma ogni: “sei speciale” era un guinzaglio, ogni notte un applauso, una lacrima, una ferita. Ma poi, una voce nuova, Che non ha chiesto niente. Mi ha solo detto: “Va bene se tremi, ti tengo la mano, finché non se ne va.” Ed è lì che il nodo ha ceduto, non con urla, ma con pazienza. Qualcuno ha visto la mia ombra, e ha scelto di accoglierla con me. A volte ti vuole perfetta e luminosa, solo quando desiderano i suoi occhi. Alla fine ti vuole rotta, legata e vuota, per incastrare la sua forma tra i tuoi pezzi. E allora impari a sorridere nel buio, a giustificare ogni livido fatto col silenzio. Fino a che credi di meritarti la gabbia, E che se almeno è dorata, allora ne valga la pena. Ma poi, una voce nuova, Che ha voluto salvarmi. mi ha solo detto: “Non scappare, Se resti tu resto assieme a te.” Ed è lì che il buio ha trovato la voce, non per spaventare, ma per farsi vedere. Qualcuno ha ascoltato i miei silenzi, Ed è rimasto senza doverli riempire. Luce e ombra che cammina con me, Non mi ha chiesto di essere pronta. Non ha misurato il mio valore. Ha sorriso al mio disordine, alla mia arte. E mi ha detto: “Ci vuole coraggio, a non smettere di sentire col cuore.” Così ho sciolto i miei nodi, uno ad uno, senza fretta. Con le mani ancora sporche, Di un ombra maledetta. E se inciampo di nuovo, so che qualcuno vedrà che mi sto rialzando, Che la mia voce, chiara... Così ho sciolto i miei nodi, uno ad uno, senza fretta. Con le mani ancora sporche, Di un ombra maledetta. E se inciampo di nuovo, so che qualcuno vedrà che mi sto rialzando, Che la mia voce, chiara, risuonerà...

