C'è un mostro di ferro, che non fa rumore, ma pesa nell’aria e in fondo al mio cuore. È lì da giorni, col muso puntato, un cane da caccia che trattiene il fiato. Luci spente nella strada, vetri scuri, guarda la mia porta, tutte le notti. Non gli serve venir a bussare, sa già che io sto lì a guardare. Nero è un debito che non mi lascia andare, sta fermo all’angolo ad aspettare, e conosce il mio nome, il mio odore. Attende e guarda, ronfa il motore, non scappo, non corro, non respiro, non dormo... Un errore, lento il passo col mio bagaglio, occhi nel buio che mi rendon bersaglio. Voci che parlano nei vicoli storti, poche le parole, conto i giorni. Nascondo la paura sotto la pelle, la paura ha fame, offusca le stelle. E resto qui, con un senso d'infinito, il mostro in agguato, nel buio un grugnito. Nero è un debito che non mi lascia andare, sta fermo all’angolo ad aspettare, e conosce il mio nome, il mio odore. Attende e guarda, ronfa il motore, non scappo, non corro, non respiro, non dormo... Resto tutta la notte ad occhi aperti, mani vuote, pensieri al buio offerti. Vendo il mio futuro, sangue e sudore, al mostro che attende col suo furore. Se verrà a prendermi, tra queste mura, griderò senza freno ogni mia paura. Nero è un debito che non mi lascia andare, sta fermo all’angolo ad aspettare, e conosce il mio nome, il mio odore. Attende e guarda, ronfa il motore, non scappo, non corro, non respiro, non dormo... Le tenebre hanno i denti, li digrignano nella notte. Incubo di stelle cadenti e speranze corrotte...