Strofa 1) C’è un silenzio strano stasera sul Lungotevere Le tue parole sono cenere che non so più scuotere. Ho dimenticato le chiavi di casa dentro al tuo frigo Accanto a quella birra aperta e al tuo ultimo brivido. Mi avevi detto "andiamo a vivere in una casa a mare" Ma poi ci siamo persi a cercare un parcheggio per non affogare. E adesso guardo le scritte sui muri che sanno di noi Mentre mangio un kebab freddo e aspetto che mi scrivi "che fai?". (Strofa 2) Le luci dei lampioni sembrano stelle andate a male In questa Roma che ci mastica e non ci sa perdonare. Ho comprato un pacchetto di sigarette solo per dirti ciao Mentre il mio cuore fa rumore come un vecchio floppy disc che va a rilento. Ti ricordi quando ballavamo senza musica in camera? E tutto il resto fuori sembrava solo una stupida camera... Oscura, sfuocata, come una foto scattata col flash Che ci faceva sembrare più belli di quello che eravamo, forse. (Pre-Ritornello) (Synth nostalgico che entra piano) E ora che l’ultima metro è passata da un pezzo Cammino verso casa col cappuccio alzato e un po’ di disprezzo Per questo tempo che vola e non ci lascia mai il tempo Di chiederci scusa mentre cambia il vento. (Ritornello) (Esplosione melodica ma malinconica) E volevo scriverti una canzone che parlasse di niente Per non sentirmi solo in mezzo a tutta questa gente. Volevo dirti che mi manchi ma poi mi sono distratto A guardare un gatto nero che dormiva su un tetto. Siamo come due stazioni che non si incrociano mai Due film d'autore proiettati in un cinema di periferia, lo sai. Che peccato, che noia, che bella malinconia. (Strofa 3) (Quasi sussurrata) E domani mi sveglio e cancello il tuo numero ancora Per poi cercarlo tra i messaggi della scorsa settimana. Siamo il paradosso di chi vuole scappare Ma poi resta fermo sul divano a guardare il mare... Dalla finestra, in un quadro di Ikea. (Outro) (Sfumando con una chitarra elettrica pulita e riverberata) Uuuuh... E non ci pensare più. È solo indie pop. Solo un altro venerdì.