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Rosso sull Avorio

V5.5

[singer A] Avevi l’inverno dentro i polmoni e il fuoco nascosto nelle dita, ogni nota un modo elegante per rimandare la paura. Portavi i morti sotto pelle, nomi cuciti alla memoria, e continuavi a fare musica come se il tempo potesse ancora obbedirti. [singer A] Dicevi: non so innamorarmi. Forse era vero. O forse non sapevi restare quando qualcuno ti arrivava troppo vicino. [transition] [transition] [singer A] Che cosa resta se muori senza aver imparato l’amore? Avorio macchiato, una stanza ancora calda, un nome che continua a vivere quando la voce non può più chiamarlo. Volevi morire tra le sue braccia. Ma la vita ti ha tenuto abbastanza da perderle. [singer A] Un’isola stretta dalla pioggia, pietra fredda, finestre chiuse, il mare contro i muri come qualcosa che voleva entrare. Tu suonavi. Sempre. [singer A] Non volevi essere salvato. E lei non poteva tenerti in vita. Ma certe notti non chiediamo salvezza. Chiediamo soltanto un posto umano dove avere paura. [singer A] Che cosa resta se muori senza aver imparato l’amore? Forse tutto quello che hai saputo scrivere senza riuscire a viverlo. Una mano cercata nel buio. Un nome rimasto nella gola. Un corpo ricordato quando il resto non serve più. [singer A] Volevi morire tra le sue braccia. E invece sei rimasto. Abbastanza da capire. Abbastanza da negarlo. Abbastanza da perderla.