Mentre le immagini scorrono, come onde, l’uomo ascolta il mormorio dell’invisibile. Un canto che vibra senza parole, che attraversa le maschere, che scioglie le paure. Rivela che ogni ombra è figlia di una luce più profonda. Più profonda. E getta un ponte tra cielo e terra, tra noto e ignoto, tra noto e ignoto.