
Vorrei Che Tu Diventassi La Stella
[Strofa 1] Vorrei che tu diventassi la stella ma senza esagerare, non devi illuminare tutto il cielo né farti sempre guardare. Mi basta riconoscerti da terra tra mille luci accese, sapere che sei ancora da qualche parte quando finiscono le attese. [Pre-Ritornello] Non ti chiedo di salvarmi, non saprei nemmeno da che cosa, solo di restare un punto fermo quando il mondo cambia posa. [Ritornello] Vorrei che tu diventassi la stella, quella che so trovare, non la cometa dei Re Magi con mezzo mondo da guidare. Una stella piccola, discreta, che non pretende l’infinito, ma quando alzo gli occhi al cielo mi fa capire dove sono finito. Vorrei che tu diventassi la stella, senza esagerare, abbastanza luce per vederti, non abbastanza per accecare. [Strofa 2] Non servono miracoli stanotte, né oro, incenso oppure mirra, abbiamo già abbastanza complicazioni senza aggiungerci una Bibbia. Tu resta pure come sei, con le tue nuvole improvvise, con quella strana abilità di nascondere le cose che hai deciso. [Pre-Ritornello] E se qualche volta sparisci dietro un cielo un po’ confuso, non farò domande alle costellazioni, aspetterò che torni il sereno. [Ritornello] Vorrei che tu diventassi la stella, quella che so trovare, non la cometa dei Re Magi con mezzo mondo da guidare. Una stella piccola, discreta, che non pretende l’infinito, ma quando alzo gli occhi al cielo mi fa capire dove sono finito. [Bridge] Forse amare è proprio questo: non chiedere a qualcuno di brillare, ma riconoscere la sua luce anche quando sembra normale. E non seguirti fino a Betlemme, non siamo fatti per le processioni, magari basta fare poca strada nella stessa direzione. [Ritornello finale] Vorrei che tu diventassi la stella, ma senza esagerare, niente comete, niente miracoli, niente cieli da attraversare. Solo un punto acceso nella notte quando non so più dove andare, e se qualcuno mi chiedesse quale, saprei subito indicare. Vorrei che tu diventassi la stella, ma senza esagerare. La mia, magari. Se ti va di restare.

