Anubi è il primo, ha le mani nere, non ha fretta mette il mio cuore su un piatto, sull'altro una piuma dice "pesa", ma non giudica, aspetta solo che la bilancia smetta di tremare è il suo lavoro da cinquemila anni, pesa, non decide Ade è il secondo, è stanco, non è cattivo come dicono i libri dice "tutti pensano che io voglia anime, io voglio solo che non si perda nessuno" ha un registro bagnato, i nomi si scolorano mi cerca, non mi trova, dice "non sei ancora in lista" Hel è la terza, metà viso donna, metà osso scoperto non parla, guarda la porta alle mie spalle dice senza voce che di là fa freddo ma è silenzioso e che nessuno urla, laggiù, perché non serve più Poi c'è Caronte che conta le monete, una per ogni occhio e Mictlantecuhtli che ride perché sa che il viaggio dura quattro anni Non sono venuti a prendermi sono venuti a discutere di chi tocca Anubi dice "tocca a te, Ade" Ade dice "tocca a Hel, io ho finito il turno" Hel mi guarda e dice "torna, non è il tuo nome" Ecate è all'incrocio con due torce, non illumina, indica mi mostra tre strade: una torna al letto, una va al fiume, una resta qui Thanatos mi ha sfiorato la spalla da bambino, me lo ricordo aveva mani fredde ma non crudeli, come un infermiere di notte I nomi della soglia non sono mostri sono custodi stanchi che fanno la notte Anubi pesa, Ade annota, Hel aspetta Caronte rema, Ecate indica e nessuno di loro mi vuole, davvero vogliono solo che io scelga come chiamarli © 2026 SYMBIOSIS MUSIC