Oggi lascio questa terra e affido il mio lavoro. Seminato come un seme, nascerà su un nuovo suolo. Le mie linee, i miei segmenti, i miei cerchi, gli epicentri, nasceranno ancora a maggio, ma sarà un nuovo linguaggio. Saranno codici cifrati, Nella forma incapsulati E saran nuove risposte a domande ora non poste. Quello che io non ho osato lo farà chi ancor non nato, dentro la sua religione, superando l’esaustione. E con calcolo essenziale, senza usar riga e compasso, parlerà degli infiniti senza più sembrare pazzo. [guitar solo] Qui si spegne ad Alessandria il mio fuoco della vita, e saranno ora le muse a decidere se è servita. Lasceranno un epitaffio, un’epigrafe la mia: nella terra giace Euclide, che studiò la geometria.