
Capitolo 3- Mondo 10
Era pomeriggio. Io e Lady Morrighan passeggiavamo lentamente nel giardino, all'ombra degli alberi. Una brezza leggera faceva danzare le foglie e il profumo della lavanda accompagnava i nostri passi. Ogni tanto ci fermavamo a osservare un fiore, una farfalla, il lento lavoro delle api. Fu proprio allora che mi fece una domanda. Mi chiese se esistesse davvero una felicità che nessuno potesse portarci via. Continuammo a camminare in silenzio. Perché certe domande non chiedono una risposta immediata. Chiedono soltanto il tempo necessario perché il cuore cominci a cercarla. Ripensai al mondo di Estasi. A quella felicità che nasce quando la vita ci concede ciò che desideriamo. Ma il buddismo insegna che esiste qualcosa di ancora più grande. Il decimo mondo. La Buddità. È qui che nasce la felicità assoluta. Per molto tempo ho creduto che la felicità assoluta fosse una vita senza problemi. Poi compresi che non era così. La Buddità non ci promette un'esistenza priva di dolore. Non impedisce le perdite. Non evita le malattie. Non allontana le delusioni. Ci dona qualcosa di infinitamente più prezioso. La capacità di non perdere noi stessi, qualunque cosa accada. Nel mondo di Estasi diciamo: "Sono felice perché..." Perché ho trovato l'amore. Perché ho ottenuto ciò che desideravo. Perché la vita, finalmente, mi sorride. Nel mondo di Buddità, invece, accade qualcosa di straordinario. La felicità non dipende più dalle circostanze. Sono le circostanze a non avere più il potere di decidere chi siamo. La sofferenza continua a esistere. Ma smette di avere il potere di governare la nostra vita. Compresi allora che la felicità assoluta non consiste nell'avere una vita senza tempeste. Consiste nel diventare così profondi che nessuna tempesta possa più spegnere la luce della nostra vita. Mentre uscivamo dal giardino e tornavamo lentamente verso casa, osservai ancora una volta gli alberi che ondeggiavano nel vento. Il vento non aveva smesso di soffiare. Erano gli alberi ad aver imparato a danzare. Forse è proprio questo il volto della Buddità. Non aspettare che il vento si fermi. Ma diventare così saldi da riuscire a danzare anche nel cuore della tempesta.

