
Eri la mia presenza, il sorriso che illuminava il tempo, le sfumature di colore capaci di dare senso ad ogni passo, ad ogni minuto. Ora sei quest’assenza che mi stringe e mi consuma, nutrita dai ricordi, dalle lacrime che scivolano su questo volto scavato. Eppure resti, sei semplice speranza, un filo che vibra nelle nenie del silenzio. Ti ascolto nella notte, nel profumo che ritorna, sei luce che respira oltre l’ombra che mi abita. Ti cerco nelle pieghe di un giorno qualunque, in un gesto che ricordo, in un frammento di respiro. E mentre il dolore pesa, sento che qualcosa cambia: un passo invisibile, un varco che si apre dentro la mia ferita. Non sei perduto, sei trasformazione. Ogni assenza è un seme, ogni lacrima è un varco. Io sono la tua soglia, la voce che ti guida oltre il buio. Semplice speranza, fragranza che ritorna, presenza che non svanisce. Ti porto con me nel passo invisibile che mi conduce alla luce.

