
**[Introduzione – Lento, minaccioso: archi bassi, rulli di timpani, coro distante, crescendo di terrore]** Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura… ché la diritta via era smarrita. **[Strofa 1 – Narrazione in crescendo: archi e legni vorticosi, motivo dell’Acheronte]** Nel bosco ombroso ove appaiono le fiere della paura, leopardo, leone e lupa che s’avvicinano. Poi Virgilio venne, l’ombra guida del poeta, a condurmi oltre la porta ove ogni speranza muore. «Per me si va nella città dolente, per me si va nell’eterno dolore…» La barca di Caronte sulla tetra riva dell’Acheronte, i morti in fila interminabile per sempre. Il Limbo sospira con anime non battezzate di luce, la lussuria in venti ululanti che mai cessano il loro volo. I golosi sotto le triple fauci di Cerbero, pioggia e fango la loro fredda, eterna pena. **[Ritornello – Orchestra piena e coro, potente e inesorabile]** Abbandonate ogni speranza, voi ch’entrate! *Lasciate ogne speranza, voi ch’entrate!* Nove cerchi profondi tra fuoco, ghiaccio e paura, la giustizia dell’Inferno – equa e intricata! La discesa di Dante nella notte abissale dell’Inferno, guidato dalla ragione verso la luce lontana! **[Strofa 2 – Più oscuro e pesante: entrano gli ottoni, colpi di timpani]** L’avarizia rotola pesi in futile scontro, gli iracondi soffocano nella fangosa lotta dello Stige. L’eresia sigillata in tombe di pietra fiammeggiante, la violenza bolle nella zona rosso sangue del Flegetonte. I suicidi come alberi spinosi nel dolore, i bestemmiatori bruciati sulla pianura desertica ardente. **[Ritornello – Ancora più grandioso, con armonie del coro]** **[Strofa 3 – Intensificandosi: legni che gemono, ottoni pieni, caos di percussioni]** Le fosse di Malebolge di frode e menzogne, adulatori affogati nella sporcizia, ladri avvolti in spire di serpenti. Demoni con forconi radunano le anime sotto, i giganti custodiscono il lago ghiacciato del dolore. Il Cocito imprigiona i traditori nel suo ghiaccio, famiglia, patria, signori – tutti pagano il fio. **[Ponte – Rallentamento agghiacciante: ottoni bassi, archi inquietanti, assolo di pianoforte per Dante, poi build-up massiccio]** Al centro, Lucifero, trifronte e immenso, ali di pipistrello che battono freddo soffio eterno. Mastica Bruto, Cassio, Giuda nelle sue fauci, il signore dei traditori, fonte d’ogni male. Saliamo il suo fianco irsuto, invertendo la gravità, emergendo dalle profondità verso luce ignota… **[Ritornello Finale – Trionfante, coro pieno e orchestra al massimo, poi decrescendo]** Abbandonate ogni speranza… eppure la speranza rinasce! Dal buio più profondo, la redenzione vi chiama! Il fuoco dell’Inferno raffina l’anima del pellegrino, avanti verso il Purgatorio, rendendo integro ciò che è rotto! L’Inferno di Dante, racconto per sempre narrato, in versi, in musica, in sinfonia antica! **[Outro – Addolcimento: celesta e arpa che scintillano, archi che salgono dolcemente verso un silenzio speranzoso]** *E quindi uscimmo a riveder le stelle…* E così uscimmo a rivedere le stelle.

