
Il fondo del bicchiere
Il vino scorre come fiume amaro, nelle tue mani, che tremano un po', ogni sorso è un grido soffocato, e io nel silenzio, imprigionata qui. Le mura tremano, la notte è lunga, e il tuo respiro pesa come piombo, l’alcol ti brucia dentro, ma fuori, sono io che pago il conto. Ma io non sono il fondo del bicchiere, non sono la tua rabbia da sfogare, sono carne, sono anima ferita, e non sarai tu a spezzarmi la vita. Il vino scorre, il dolore cresce, ma un giorno sarò io che ti lascerò cadere, perché non sono il fondo del bicchiere. Ogni parola che dici è una lama, ogni colpo che dai è un marchio sulla pelle, ma tu non lo vedi, perso nei tuoi vizi, nelle ombre che hai scelto di seguire. Chiudi gli occhi, e il mondo si frantuma, e io crollo sotto il peso delle tue notti, ma quando l’alba arriverà, sarò già via, lasciandoti solo con i tuoi mostri. Ma io non sono il fondo del bicchiere, non sono la tua rabbia da sfogare, sono carne, sono anima ferita, e non sarai tu a spezzarmi la vita. Il vino scorre, il dolore cresce, ma un giorno sarò io che ti lascerò cadere, perché non sono il fondo del bicchiere. Non c'è niente che possa salvarci, non c'è preghiera che plachi il tuo fuoco, ma io ho imparato a camminare nell'inferno, e un giorno non sarò più il tuo specchio. Perché io non sono il fondo del bicchiere, non sono la tua rabbia da sfogare, sono carne, sono anima ferita, e non sarai tu a spezzarmi la vita. Il vino scorre, ma io me ne vado, lascio la tua prigione, lascio il tuo fiato, perché non sono, e mai sarò, il fondo del bicchiere.

