([Intro: 30-40s - Minimalist and cold electric guitar, ambient water sounds, slow build-up of tension]) [Verse 1] C'è un riflesso sbiadito tra i rami e la corrente, la bandiera, un tricolore estinto che non dice più niente. Il verde è marcito, confuso con le alghe, il rosso è una crosta su ferite troppo larghe. Il bianco è un grigio sporco di indifferenza, mentre il fiume trascina ciò che resta di un'essenza. ([Service note: Gradually add a pulsing bass line and subtle percussion]) [Verse 2] Sulla riva sfilano i sorrisi d’ufficio, hanno bocche chiuse, un lucido sacrificio. Portano lucchetti che brillano al sole, 🔒 mentre masticano piano soltanto parole. Hanno mani che profumano di carta moneta, mentre lisciano il pelo a chi sventra il pianeta. ([Service note: Increase guitar intensity and drum volume]) [Chorus] E senti il rombo delle armi che copre il respiro, ⚡ mentre il mondo si avvita in un folle delirio. C’è un silenzio che urla tra le pieghe del fango, un’ipocrisia che balla il suo ultimo tango. ([Service note: Maximum volume - Heavy distorted guitars and powerful drums]) [Verse 3] E noi seduti a cena con lo sguardo assente, ingoiamo fango spacciato per sapiente. La macchia si allarga, ma cambiamo canale, 📺 perché il dolore degli altri, in fondo, non fa male. Ma sento un odore che buca lo schermo, è il puzzo del fiume, nel mio inverno fermo. [Bridge] ([Service note: Transition into a dissonant, eerie 3/4 waltz tempo - Orchestral and sarcastic]) Sopra tovaglie di lino, tra i cristalli e il buon vino, 🍷 si firma il destino di chi non ha più un mattino. Guarda quella macchia, rossa come il vino, si allarga sulla seta, segna il destino. È un’ombra che sporca il banchetto pulito, mentre ridono forte... e il mondo muore ferito. [Instrumental Break] ([Service note: Chaotic and aggressive electric guitar solo with mocking orchestral stabs]) [Verse 4] ([Service note: Sudden breakdown. Music drops to a tense, rhythmic heartbeat. Vocals are whispered and intense]) C’è una polvere sottile che si posa su ogni cosa, sopra il fango del fiume e sopra ogni tua rosa. È la cenere dei patti scritti a porte chiuse, mentre il mondo si nutre di pietose scuse. Non c'è più colore, solo un grigio che avanza, nell'ipocrisia vuota di questa nostra stanza. [Chorus] E senti il rombo delle armi che copre il respiro, mentre il mondo si avvita in un folle delirio. C’è un silenzio che urla tra le pieghe del fango, un’ipocrisia che balla il suo ultimo tango. [Outro] ([Service note: Long emotional fade-out with river sounds and electric feedback]) Spengo la luce, stacco la spina, 🔌 non voglio più questa vostra vetrina. Prendo un taccuino e la penna è un aratro, scrivo nel fango... l’ultimo atto del teatro. ([Service note: Sound of a scratching pen on paper until sudden silence])