
Pioggia (Vittoria Aganoor Pompilj)
V4
Piovea; per le finestre spalancate a quella tregua d'ostinati ardori saliano dal giardin fresche folate d'erbe risorte e di risorti fiori. S'acchetava il tumulto dei colori sotto il vel delle gocciole implorate; e intorno ai pioppi, ai frassini, agli allori beveano ingorde le zolle assetate. — Esser pianta, esser foglia, essere stelo e nell'angoscia dell'ardor (pensavo) così largo ristoro aver dal cielo! — Sul davanzal protesa io gli arboscelli, i fiori, l'erbe, guardavo, guardavo… E mi battea la pioggia sui capelli.

