Nella foresta, tra i rami spezzati, lo incontrai, in silenzio, chinato. Con l’ocarina suonava una melodia, Una ninna nanna, per un'anima pia. Lui era luce, era mano tesa, Era calore di chi non pesa. Ma nell’oscurità, s’annida il serpente, Striscia pronto a mordere la mente. Serpente e ombra, due volti in uno, Come divinità di un tempo perduto. Sorride il serpente, piange l’uomo, In quell’abisso, io vedo il suo trono. Sospira il vento, e l’eco si spegne, In quella notte, il cuore si arrende. Gli chiesi: "Dov'è? Dov’è il suo cuore?" Lui rise piano, un ghigno d’orrore. "È qui con me, lo faccio soffrire, Sono ciò che merita, nessuno può fuggire." Il cielo cambiava, il vento gridava, E l’uomo, tremante, la speranza cercava. Ma il serpente, avvolto intorno all'anima, Strinse forte e spense ogni fiamma. Serpente e ombra, due volti in uno, Come divinità di un tempo perduto. Sorride il serpente, piange l’uomo, In quell’abisso, io vedo il suo trono. Sospira il vento, e l’eco si spegne, In quella notte, il cuore si arrende. Un tempo era un padre, un amante fedele, Ora è un serpente, con spira crudele. Il suo sorriso era dolce, ma il cuore in rovina, Nell’abisso cade, non v'è medicina. Serpente e ombra, due volti in uno, Come divinità di un tempo perduto. Sorride il serpente, piange l’uomo, In quell’abisso, io vedo il suo trono. Sospira il vento, e l’eco si spegne, In quella notte, il cuore si arrende. Nella foresta, sotto una luna stanca, L’uomo si spegne, mentre il serpente lo affianca. Suona ancora, quella ninna nanna struggente, Ma la sua anima, ormai, non ha più niente. Serpente e ombra, due volti in uno, Come divinità di un tempo perduto. Sorride il serpente, piange l’uomo, In quell’abisso, io vedo il suo trono. Sospira il vento, e l’eco si spegne, In quella notte, il cuore si arrende. Nella foresta, sotto una luna stanca, L’uomo si spegne, mentre il serpente lo affianca. Suona ancora, quella ninna nanna struggente, Ma la sua anima, ormai, non ha più niente.