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Sul diciassettesimo piano

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V5

Sul diciassettesimo piano Porto sembrava dipinta, i Clérigos nel sole, la città ferma e distinta. Due tavole nel vento, vino bianco acceso d’oro, da una parte il baccalà, dall’altra carne e decoro. Ritornello E la corda brucia piano, brucia ai due estremi del giorno, e tutto quello che amiamo torna cenere e ritorno. Due sedie senza corpo, due piatti ancora lì, e un ramo verde di menta che continua a dire sì. Chi non poteva salire era presente lo stesso, in quel profumo di terra, nel vuoto apparecchiato adesso. Ritornello E la corda brucia piano, brucia ai due estremi del giorno, e tutto quello che amiamo torna cenere e ritorno. Più tardi restammo in quattro, pizza, vino e verità, un libro nero del Novecento, enigmi nella stanza già. Se il quadro venne prima del pranzo e della città, forse il ricordo è una soglia, forse il simulacro sa. Ponte E il tempo non passa: incide, come luce sopra il vino, come un nome detto piano, come fumo nel mattino. Ritornello finale E la corda brucia piano,