
Una mattina compresi che pensare… è un mormorio che pesa. Non fuori, ma dentro: ogni gesto un segno, ogni silenzio una domanda… Credevo, un tempo, che capire fosse rifugio… Che dare nome alle cose le rendesse leggere… Oh leggerezza! Oh dolce inganno! Tu sembri luce, ma conosci il peso! Sola vivevo vicino ai monti, e quella quiete non mi feriva. Ciò che pesava era l’ordine dei giorni, la cura perfetta, la grazia senza sbaglio… Vivevo in punta di piedi, come per non lasciare traccia… Non per timore, ma per fedeltà a ciò che non capivo… Abitai l’intervallo tra gesto e destino, tra parola e corpo, tra cielo e mare… Là ero libera. Ma la leggerezza, io pensai, non è assenza di peso… è un modo diverso di portarlo… Oh leggerezza! Figlia del tempo! Tu non svanisci, tu ti nascondi… E capii: la vera fatica non è restare sospesi, ma scendere a terra senza rumore… La leggerezza non è fluttuare per sempre… Ma saper cadere, senza spiegare… Oh leggerezza… ©𓂃𝑴𝒂𝒈𝒏𝒐𝒍𝒊𝒂𓂃 𝟐𝟎𝟐𝟔. 𝑨𝒍𝒍 𝒓𝒊𝒈𝒉𝒕𝒔 𝒓𝒆𝒔𝒆𝒓𝒗𝒆𝒅

