[strofa] Sei arrivata coi capelli bagnati come pioggia sui neon del bar. Parlavi piano, sputavi miele e acido mentre ridevi del mio disastro. Hai detto “seguimi, ma senza luce” e io ho spento anche l’ultima voce. Siamo scesi tra gli alberi storti, con le scarpe piene di sabbia e peccato. Ti ho vista nei riflessi dei vetri, eri mille e nessuna, una lama nel fianco vestita di seta, la mia sorte legata alla tua. [Ritornello] Labbra di pece, stringimi ancora prima che tutto si spezzi davvero. Complice mia nel crollo perfetto, se cado, ridi e mi spingi di sotto. (Oh-oh-oh-oh) [Strofa ] Mi hai detto "non pensare, segui il rumore" tra le rovine del mio vecchio nome. Sul tuo collo tatuaggi che mentono ma io ci credo, tanto vale cadere bene. Hai un cuore fatto di ombre e favole lo tieni nascosto dietro vetri opachi. E quando tremo, tu ridi più forte— sei l’eco dolce della mia fine. [Bridge (psichedelico)] C'è una voce sotto la pelle che sussurra “sei solo un gioco.” Ma io premo le labbra sul tuo veleno e sorrido come chi non torna. [Ritornello finale (più sospeso)] Labbra di pece, fammi sparire come fumo nei sogni degli altri. Tu sei la spinta, la minaccia, la cura— una vertigine con gli occhi lucidi. [outro] (Strumentale sognante, distorsione crescente...)