Strangia by Shikanu' ©Copyright 2026 Venticinque anni in ammollo nella nebbia L’accento mai perso sotto cieli perennemente grigi Torno sull’isola con esperienze nuove Ma i passi inciámpano sulle solite carenze irrisolte Il granito è lo stesso, il sole taglia ma le stagioni hanno impronte diverse La spiaggia che amavo è un mega parcheggio per anime paganti E io mi sento un’anima dispersa. Le piazze son deserti di cemento Dove non trovo più la mia ombra né volti che facévano casa Faeddo sa limba, ma si perde nel vento C’è un silenzio nuovo che assorda, che ingombra. Ero straniera dove acceca la nebbia Sono straniera nel mio Eden bruciato Nessuna tregua, nessuna, Solo rumore di un motore vicino. Non sono quella che è partita Non trovo quella che è rientrata La terra sotto i piedi mi ha tradita ( tu per prima quando mi hai lasciata) La mappa è falsa, la rotta è sbagliata. Straniera prima Straniera adesso Il mare separa il tempo non torna la terra non perdona Non perdona. Strángia in domu mia Strángia in domu mia


