
Mio padre diceva: “Questa è musica.” Indicando un pianoforte. Poi un giorno... il pianoforte ha incontrato una macchina. Suonava solamente con le mani, diceva: “Il resto non avrà valore.” Difendeva gli errori più umani, come fossero prove dell’amore. “Una macchina non può capire, non conosce il peso di un addio.” Aveva ragione sul sentire... ma non su quello che potevo farne io. Evoluzione... non togliere l’umano. Evoluzione... portami più lontano. La macchina non sogna, il sogno ce lo metto io. La macchina non ama, il cuore ce lo metto io. Evoluzione... io resto VIVO. C’è chi ha un mondo chiuso nella mente, ma non ha i mezzi giusti per crearlo, né conoscenze, né denaro sufficiente, ha qualcosa dentro e vuole realizzarlo. Prima servivano le porte giuste, qualche favore, un nome, una occasione, o compromessi con persone ingiuste per dare forma a un’intuizione. Ora una mente può trovare la strada, senza vendersi per essere ascoltata. Ma una macchina, lasciata senza guida, non sa che farsene della nostra vita. Un martello può costruire o distruggere una casa. Non è un software che decide. È la mente che lo usa. Evoluzione... rifiuto o accettazione ? Evoluzione... l'orgoglio non è innovazione. La macchina ha potenza, ma gliela do io la direzione. La macchina ha una voce, col mio piano e le mie parole. Evoluzione... musica, anima ed emozione... C’era chi temeva le ferrovie, chi non credeva nella fotografia, chi giurava che certe tecnologie avrebbero cancellato la poesia. Poi il domani diventò normale, e il “mai” scomparve lentamente. Ogni epoca ha paura di cambiare, finché il nuovo entra nella gente. Puoi scegliere di non usarla. È una scelta. Ed è giusto rispettarla. Ma se domani qualcuno correrà di più perché ha imparato ciò che tu hai rifiutato... non accusare il futuro di averti rallentato... Sei rimasto fermo tu!

