[Intro] Stamattina apro il barattolo: vuoto. Guardo il barattolo, poi guardo te. Tu improvvisamente trovi molto interessante il tavolo. Va bene. [Verse 1] Ieri sei entrato già distante, chiavi sul mobile, giacca sulla sedia. Ti chiedo: “Hai preso il caffè?” Mi guardi come fosse una tragedia. Poi il telefono vibra sul tavolo, lo giri subito dall’altra parte. Io non dico niente, davvero, ma tu hai già alzato le barricate. “Che c’è?” “Niente.” “E allora?” “Niente.” Perfetto. Serata promettente. [Pre-Chorus] Poi assaggi la pasta e dici: “È diversa…” con quella pausa lì. Non serviva aggiungere altro, certe pause parlano più di così. [Chorus] Tu dici che è partita da niente, ma quel niente era già lì. Non era il caffè, non era la pasta, era quel modo di esserci a metà. Io volevo solo una risposta, tu volevi chiuderla così. E più dicevi: “Non è niente”, più quel niente cresceva lì. [Verse 2] Volevo vedere una puntata, una, non tutta la stagione. Tu cambiavi canale in continuazione con aria da grande esploratore. Poi si blocca il tostapane. E lì succede il capolavoro. Lo guardi dritto e gli dici: “Non ti ci mettere pure tu.” Io rido. Lo ammetto. Non era il momento migliore. Ma vedere uno arrabbiato con due fette di pane rende difficile restare seri e salvare la situazione. [Pre-Chorus] Poi ti dico: “Fai sempre così.” Sì, lo so, frase sbagliata. Tu prendi la giacca senza parlare e la porta chiude la serata. [Bridge] Dici che sei uscito per calmarti, io l’ho chiamata una scenata. Quando sei tornato facevo finta di dormire, questa almeno l’hai indovinata. Ti sentivo aprire sportelli, bere acqua, camminare piano. Per un secondo volevo chiamarti. Poi ho pensato: “Domani.” [Final Chorus] Tu dici che è partita da niente, ma certe cose non partono mai da lì. Il caffè era solo la scintilla, il resto era già seduto con noi. Stamattina però mi è tornato in mente: alle cinque ti avevo scritto così: “Prendi il caffè, per favore.” Tu avevi risposto: “Tranquilla.” [Outro] E infatti. Una serata tranquillissima.


