
["L'artista che nessuno espone"] [Strofa 1] Nella sua officina di profumi e di mani, dove i fornelli accendono piani lontani, la mia mamma dipinge colori sinceri, rosso pomodoro e verdi pensieri. Ogni piatto è una tela che parla di casa, di una bellezza che resta, che il tempo non rasa, lei mescola luce e sapore nel fuoco, e niente al mondo le somiglia un poco. [Ritornello] Non andrà mai in galleria, né in un museo, ma ogni giorno apparecchia il mio desiderio. La sua arte è fragrante, piena di incanto, io la guardo, l’assaggio e le dico grazie, grazie. Grazie, grazie, grazie… Queste opere mai esposte, mai in cornice, ma raggiungono me, mi fanno felice. [Strofa 2] Il giallo zafferano di un riso che aspetta, il bianco parmigiano come neve perfetta, l’azzurro del pesce su un letto di sale, capolavori che sanno d’amore e di pane. L’arcobaleno nei piatti non cerca un pubblico, è bellezza che nutre, è segreto l’unico, lei accosta i sapori con mani sicure, crea mondi di gusto senza paure. [Ritornello] Non andrà mai in galleria, né in un museo, ma ogni giorno apparecchia il mio desiderio. La sua arte è fragrante, piena di incanto, io la guardo, l’assaggio e le dico grazie, grazie. Grazie, grazie, grazie… Queste opere mai esposte, mai in cornice, ma raggiungono me, mi fanno felice. [Ponte] Mamma, artista silenziosa, maga dei fornelli, i tuoi colori rimangono nei miei occhi più belli, nessuna critica, nessuna inaugurazione, solo il mio piatto vuoto e la mia emozione. [Ritornello finale – con ripetizioni e chiusa] Non andrai mai in galleria, né in un museo, ma per me sei il capolavoro più vero. La tua arte è fragrante, colma di vita, oggi più che mai ti dico grazie, mamma, grazie. Grazie, grazie, grazie… Queste opere mai esposte, sempre in cammino, raggiungono il mio cuore, ogni mattino. Grazie, grazie, grazie… (pianoforte che sfuma dolcemente su un accordo sospeso)

