
Siamo corpi automatici
Mi sveglio con l’allarme di un giorno che già so, schermi accesi intorno e silenzio dentro me però. Facce nella metro senza più realtà, mille connessioni ma nessuna verità. Camminiamo in fila nella stessa direzione, compriamo sogni rotti in saldo e promozione. Ci hanno insegnato solo a correre e produrre, ma non come amare… né come vivere. E il cuore resta indietro ormai, coperto da pubblicità. Abbiamo perso il cielo sopra noi, come se vivere fosse solo lavorare e poi… Siamo corpi automatici, respiri meccanici. Corriamo senza un perché, lasciando l’anima nel web. E anche se gridiamo forte ormai, c’è solo rumore e velocità. Dov’è finito ciò che ci rendeva umani? L’amore, la paura stretta tra le mani. Bambini crescono in realtà virtuali, imparano dai filtri più che dagli ideali. L’empatia si vende in clip da trenta secondi, mentre il vuoto cresce e divide i mondi. Lavoriamo per numeri, viviamo per sembrare, schiavi invisibili che hanno paura di parlare. Abbiamo troppe info e poca comprensione, molto algoritmo e zero connessione. E il cuore resta indietro ormai, nascosto dentro luci e falsità. Abbiamo quasi scordato come guardare, senza doverci sempre dimostrare. Siamo corpi automatici, respiri meccanici. Corriamo senza un perché, lasciando l’anima nel web. E anche se gridiamo forte ormai, c’è solo rumore e velocità. Dov’è finito ciò che ci rendeva umani? L’amore, la paura stretta tra le mani. Forse c’è ancora tempo per cambiare, rompere il codice e ricominciare. Sentire la pioggia, piangere davvero, guardarci negli occhi senza avere paura del vero. Non siamo nati per produrre senza cuore, siamo memoria, caos, fuoco e amore. E anche se il mondo ci vorrà spegnere, possiamo ancora ricordare… Che non siamo macchine senz’anima, né ombre dentro una formula. Siamo ferite, sogni e verità, esseri umani in cerca d’umanità. E anche se il sistema ci cambierà, noi sapremo ancora amare. Perché la via più semplice alla fine sarà: sentire di nuovo… vivere davvero.

