
La ballata di Tavistock
Nata a Tavistock, là nel Devon Shire, d’estati ne ha viste trentatré al sole e al mare, alta poco più d’una pinta ben versata, ma con lo spirito di chi mai s’è piegata. Ha capelli come fiamme, neri e scompigliati, occhi verdi di gatta, che brillano ostinati, mani leste e sul naso lentiggini senza fine, mai fugge dalle sveglie nelle fredde mattine. Oh, figlia di minatore e di tessitrice, dai giorni duri e dall'amor infelice! Gioie e dolori, lei li conosce tutti quanti, ma ride e canta andando sempre avanti. Ha un padre chiamato Sean, un’anima dura, con mani da roccia e un cuore che pur s'indura. E un fratello maggiore, senza il quale qui non sta, insieme hanno percorso quel che il tempo dà. Sua madre l’amava come la rugiada al mattino, finché non l’ha lasciata, verso un sentiero divino. Così la vita scorre, come un fiume nei guai, né meglio né peggio, ma come un coro ormai. Oh, figlia di minatore e di tessitrice, dai giorni duri e dall'amor infelice! Gioie e dolori, lei li conosce tutti quanti, ma ride e canta andando sempre avanti. E così canta nei pub e cammina tra i vicoli, sorridendo al passato e ai suoi antichi pericoli. Né prima né ultima, solo un’anima in viaggio, verso una vita che chiede sol coraggio. Oh, figlia di minatore e di tessitrice, dai giorni duri e dall'amor infelice! Gioie e dolori, lei li conosce tutti quanti, e alza il bicchiere ai venti e ai santi!

