
Estate che sta finendo, all’orizzonte una vela stanca. Giorni d’oro, notti di sale, risate che bruciano la pelle. Ci sono stati alti, lampi di luce tra le mani, e bassi, giorni di pioggia che lavano la sabbia e la memoria. Il mare sorrideva e poi sospirava, le cicale marciano al ritmo del vento. Abbiamo riempito le tasche di momenti, svuotato le mani di rimpianti. Gli amici lungo il molo, i gelati che colano, i sogni appuntati sui colori del tramonto. Poi la tempesta: lampi netti, vento che spinge le ombre, la casa che trema di luce. La pioggia batteva sui balconi, le ore dei ricordi che cadono a terra. Eppure dentro resta una lucina: il calore che non si spegne, la voce che dice ancora puoi. Ora settembre avanza, con la sua calma di chi mette ordine al giorno, profumando di foglie nuove e di promesse che non hanno fretta. L’estate non se ne va davvero: resta dentro di noi, come una memoria dolce.

