[tratto dal racconto poetico L'Uomo e la Montagna di Zanchetta Fabio ] /* il racconto parla di : Un uomo vive ai piedi di una montagna, parlandole ogni giorno per tutta la vita senza mai salirci. Alla fine, lo spirito della montagna gli chiede perché. La sua risposta rivela la natura dell'amore vero: appartenere, non conquistare. */ Ai piedi della silenziosa signora un uomo pose la sua piccola casa tra l'erba che sussurra e il vento che passa scorre la vita, si svolge la danza E a ogni tramonto il sole calante lo trovava seduto sulla soglia a guardare in su "Mia eterna bellezza" le sussurrava "oggi ti racconto di quel che ho vissuto" Le parlava d'amore, le parlava di dolore di sogni che nascevano e si spegnevano nell'ultimo bagliore del tramonto lei ascoltava in silenzio, maestosa e paziente mentre le stagioni dipingevano il suo volto Primavere fiorite rotolavano fresche sui suoi ripidi fianchi estati che dipingendo le sue vette le inondavano di mille sfumature di fuoco e di ombre profonde come il cuore del mondo autunni che vestivano d'oro e di rame i suoi maestosi boschi inverni che la coprivano di gemme e di stelle che come diamanti di luce vestivano i suoi eterni silenzi E l'uomo invecchiava, i capelli si facevano bianchi le mani rugose, la schiena più stanca ma ogni giorno, ogni istante continuava a parlarle di sogni e d'amore, con l'innocenza del cuore di un bimbo che prega in silenzio Quando l'ultima sera arrivò silenziosa e il respiro si fece più lento, più raro lei apparve davanti a lui, luminosa spirito antico dal cuore di marmo "Dimmi, figlio del tempo che scorre perché non sei mai salito da me? Per tutta la vita ti ho sentito chiamare ma i tuoi piedi non hanno mai calcato i miei sentieri" E lui sorrise con gli occhi già lontani: "Perché chi sale su una montagna cerca di conquistarla, ma io cercavo di appartenerti. Tu mi hai insegnato che a volte la vicinanza vera si trova nella giusta distanza, come la luna che illumina d'argento i nostri capelli di neve senza mai osare una carezza." La montagna tacque, e nel silenzio l'uomo chiuse gli occhi per sempre mentre lei cullava il suo ultimo sonno con il vento che cantava: "Hai capito, ho capito..." ("Hai capito, ho capito...")