(Verso 1) Guarda come la luce taglia la stanza e si ferma su di te. È un momento così perfetto che quasi fa male, perché la felicità, quando è troppa, assomiglia sempre a un addio che non è ancora arrivato. Ti guardo e sono felice, sì, ma è una gioia pesante, come se portassi addosso il peso di tutto il tempo che passerà. (Coro) Resta immobile, ti prego. Non cambiare espressione, non spostare lo sguardo. Prendo il telefono, puntiamo l’obiettivo, voglio scattare una foto adesso. Non è per vanità, è per difesa. Voglio chiudere questo secondo in una scatola di pixel, perché non so quanto ci è concesso, non so se domani il destino cambierà idea su di noi. Voglio una prova che questo paradiso è esistito davvero. (Verso 2) Sento una nostalgia assurda, una cosa che non so spiegare. Non mi manca il passato, mi manca tutto quello che non abbiamo ancora vissuto. Ho nostalgia dei viaggi che non abbiamo fatto, delle colazioni della domenica tra dieci anni, di ogni bacio che non ti ho ancora dato. È la paura del vuoto, la paura che la vita ci porti via la voglia di guardarci così. Ti amo con un'ansia sottile, quella di chi sa che ogni respiro è un tesoro che scade. (Ponte) E se un giorno saremo lontani, o se semplicemente diventeremo abitudine, potrò guardare questo scatto e ricordarmi che non sono stata solo una compagna, ma una donna che tremava d'amore davanti a te. Questa foto sarà il mio scudo contro il dolore, la mia piccola eternità portatile. (Coro) Resta immobile, ti prego. Non cambiare espressione, non spostare lo sguardo. Prendo il telefono, puntiamo l’obiettivo, voglio scattare una foto adesso. Voglio una prova che questo paradiso è esistito davvero. (Outro) Ecco. Fatto. Un lampo di luce e ora sei mio per sempre. Anche se il futuro dovesse tradirci, qui dentro, in questa immagine, noi non smetteremo mai di essere felici. Sorridi ancora una volta, solo per me.