
Ogni sera accende la luce della cucina alle nove e un po'. Mette due bicchieri sulla tavola, poi ne ripone uno nel cassetto. Fuori passa ancora qualche macchina, un cane abbaia in fondo alla via. Lui guarda il telefono sul tavolo e aspetta una voce che non arriva. E resta accesa la luce in cucina, anche quando non serve più. Ci sono attese che fanno compagnia, anche se non sai per chi. E resta accesa fino a tarda notte, come una stella dentro casa. Forse qualcuno tornerà, forse è soltanto la speranza. Un tempo quella casa era rumorosa, c'erano scarpe vicino alla porta. Una radio suonava in salotto e qualcuno rideva dalla stanza. Adesso lui parla con le piante, saluta il vicino sulle scale. Dice che tutto passa con il tempo, ma ogni sera prepara ancora due bicchieri. E resta accesa la luce in cucina, anche quando non serve più. Ci sono attese che fanno compagnia, anche se non sai per chi. E resta accesa fino a tarda notte, come una stella dentro casa. Forse qualcuno tornerà, forse è soltanto la speranza. Una notte squilla il telefono. Lui resta fermo senza respirare. Poi risponde e ascolta in silenzio, senza riuscire a parlare. Una voce dice soltanto: «Papà, sono arrivato.» Lui chiude gli occhi per un momento e sorride come non aveva mai sorriso. E resta accesa la luce in cucina, ma stanotte serve davvero. Ci sono attese che hanno un nome, e un ritorno può cambiare il tempo. E resta accesa fino al mattino, mentre il caffè sale piano. Lui mette due bicchieri sulla tavola e finalmente prende la mano di suo figlio. Fuori comincia a schiarire. La città riprende a respirare. E quella piccola luce in cucina non ha più bisogno di aspettare.

