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Teresa dei giorni dispari

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(Strofa 1) Teresa dei giorni dispari si specchia al vetro del bar, ha gli occhi che sanno di nuvole e un rosso acceso per sbaglio. Dice che il lunedì è un equivoco, che il martedì non fa per lei, vive soltanto di segni fatti a matita e di autobus presi all'ultimo. (Ritornello) Teresa dei giorni dispari, amore che viene a metà, mi chiami soltanto il tredici e sparisci il ventitré. Teresa dei giorni dispari, cuore a intermittenza, lo sai, sei come una luce in provincia che si accende se vuole lei. (Strofa 2) Lavora in un negozio di scarpe ma sogna un viaggio che non torna indietro, colleziona promesse leggere come resti lasciati sul banco Ha un gatto che chiama Ernesto e un ex che suona il sax, dice che l’amore è un motel di provincia con le tende che sanno di fumo. (Ritornello) Teresa dei giorni dispari, amore che viene e poi va, mi baci soltanto in diagonale come un temporale in città. Teresa dei giorni dispari, dimmi che giorno sarà quando smetti di contare e resti qua fino a domani . (Bridge) E quando arriva la domenica si chiude come un cinema spento, scrive il mio nome sul tavolo ma poi ci soffia sopra il vento. Dice: “Non fidarti dei numeri giusti, sono leggi fatte per altri.”, ride e mi lascia sul marciapiede con le tasche piene di dadi. (Ritornello) Teresa dei giorni dispari, io ti aspetto al numero tre, con una rosa rubata al benzinaio e due sogni rimasti per noi. Teresa dei giorni dispari, prima o poi capirai che all'amore non serve il calendario — viene tutti i giorni, se vuoi.