[Intro - fractured free pulse] [Prepared piano, granular clicks, bowed metal] [Female voice close, almost spoken] Mi hanno detto: “Auguri.” Prima ancora di chiedermi come stavo. Hanno guardato la mia pancia come se dentro ci fosse già tutta la risposta. Io ho sorriso. Perché certe volte la faccia arriva prima della verità. [Verse 1 - irregular 7/8 broken-funk] [Deep elastic bass, bass clarinet replies] [Found-object percussion interrupts the vocal] Avevo dei piani. Non erano migliori. Non erano più importanti. Erano soltanto i miei. Una stanza in un’altra città. Un viaggio rimandato una volta sola. Un lavoro che finalmente stava imparando il mio nome. Piccole cose. Ma erano la strada su cui mi vedevo. Poi qualcuno ha acceso una luce in una stanza che non avevo ancora deciso di aprire. [Pre-Chorus - 5/4 suspended] [Muted trumpet breath, detuned strings] Mi chiedono: “Sei felice?” E io penso che alcune domande sono troppo grandi per una risposta così corta. [False Chorus - brief 4/4] [Groove suddenly becomes physical] Mi hanno detto: “Auguri.” Io ho detto: “Grazie.” Poi sono tornata a casa e davanti allo specchio non sapevo chi ringraziare. Il mio corpo stava già andando avanti. Io non ero ancora arrivata. [Hard silence] [Verse 2 - restart in 7/8] [Prepared piano mutations, low bass clarinet motif] Tutti parlano di quando lo sentirai. Di quando crescerà. Di quando finalmente capirai. Come se ogni donna avesse una porta segreta che a un certo punto si apre da sola. Ma ci sono mattine in cui metto una mano sulla pancia e sento tenerezza. E altre in cui vorrei riavere il mio corpo solo per cinque minuti. Senza spiegazioni. Senza sentirmi una persona peggiore. [Pre-Chorus - asymmetric 5/4] [Percussion thins, bowed metal resonates] Nessuno mi aveva detto che puoi aspettare qualcuno e avere nostalgia di te stessa. [Chorus - broken 4/4 into 7/8] [Dense but controlled instrumental dialogue] Mi hanno detto: “Auguri.” Come se bastasse. Come se la paura fosse ingratitudine. Come se il dubbio cancellasse l’amore. Io non so ancora che madre sarò. So soltanto che prima di diventarlo ero già qualcuno. [Instrumental Mutation] [Prepared piano and bass clarinet trade fragments] [Muted trumpet breaths, granular clicks shift across the stereo field] [Verse 3 - sparse, unsettled] C’è chi mi dice: “Vedrai, quando nascerà cambierà tutto.” Ed è proprio questo che mi fa paura. Cambierà tutto. La notte. Il tempo. Le stanze. Il modo di uscire di casa. Il modo di pensare a domani. Forse anche la voce con cui mi parlo. E io non voglio sparire dentro una parola bellissima. Madre. Bellissima. Ma non abbastanza grande da contenere tutta me. [Bridge - almost motionless] [Long empty spaces] [Voice shifts between whisper and restrained melody] Forse non devo scegliere tra essere felice ed essere spaventata. Forse posso accarezzare questa vita e piangere quella che cambia. Forse posso volere bene a qualcuno che non ho ancora incontrato e avere paura di non riconoscermi più. [Brief silence] Forse due verità possono stare nello stesso corpo. [Build - unstable 5/4] [Deep bass returns one note at a time] [Percussion rebuilds in fragments] Una sera ho piegato una maglietta minuscola. Era così piccola che mi è venuto da ridere. Poi da piangere. Poi di nuovo da ridere. L’ho tenuta tra le mani senza sapere quale delle due cose fosse quella giusta. [False Chorus - interrupted] Mi hanno detto: “Auguri…” [Sudden silence] [Whisper] Come stai? [Final Chorus - dense controlled peak] [7/8 and 5/4 alternate, brief 4/4 openings] Oggi non chiedermi se sono felice. Chiedimi come sto. Lasciami dire: “Ho paura.” Senza correggermi. Lasciami dire: “Non era il momento.” Senza giudicarmi. Lasciami dire: “Lo voglio e non so se sono pronta.” Lascia che queste parole possano stare insieme. Perché diventare madre non dovrebbe significare cancellare la donna che c’era prima. Forse devo soltanto farle spazio accanto a quella che verrà. [Outro - dismantle in unexpected order] [Bass disappears first] [Trumpet breath remains] [Prepared piano loses notes one by one] Mi hanno detto: “Auguri.” Questa volta ho sorriso davvero. Non perché sia sparita la paura. [Brief pause] Perché finalmente qualcuno non mi ha chiesto di farla sparire. Mi ha chiesto: “Come stai?” [Long pause] E io ho cominciato a rispondere. [End]